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	<title>Alessandro Marazzani, Autore presso Immobiliare Delbono</title>
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		<title>Piatti Tipici</title>
		<link>https://www.delbono.com/news/piatti-tipici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marazzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 14:42:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprica è terra di incontri. Il suo essere Passo tra due valli importanti quali la Valtellina e la Valcamonica ha permesso una contaminazione culinaria senza precedenti. In questo senso i piatti tipici di queste due terre rappresentano un perfetto esempio di come la cultura alpina e le sue popolazioni si sono adattate a territori &#8220;difficili&#8221; <span class="moretag"><a href="https://www.delbono.com/news/piatti-tipici/">Leggi tutto</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aprica è terra di incontri. Il suo essere Passo tra due valli importanti quali la Valtellina e la Valcamonica ha permesso una contaminazione culinaria senza precedenti. In questo senso i piatti tipici di queste due terre rappresentano un perfetto esempio di come la cultura alpina e le sue popolazioni si sono adattate a territori &#8220;difficili&#8221; ma con una varietà di risorse senza eguali. All&#8217;interno di questo scenario i Pizzoccheri ne fanno da padrona. Un primo piatto che, pur rispecchiando la vita &#8220;povera&#8221; di montagna, permette di scoprire, in un solo assaggio, tutto il sapore di un territorio. Pasta fresca di grano saraceno condita con patate, verze,  formaggio e burro di malga sono gli ingredienti principali di un vero e proprio piatto di alta cucina. Gli sciatt sono invece la parte divertente della cucina valtellinese. Una pallina di grano saraceno dal cuore di formaggio fuso generalmente servita sopra ad un letto di insalatina di campo. Il nome particolare deriva dalla forma che questi gustosissimi bocconcini hanno e soprattutto per le tipiche appendici di pastella che si creano. Queste assomigliano alle zampine dei ranocchi e proprio da qui deriva ill nome &#8220;Sciatt&#8221; che in dialetto significa ranocchio. Infine, è d&#8217;obbligo citare il &#8220;Cuz&#8221; secondo piatto molto gustoso della tradizione di Corteno Golgi che viene generalmente accompagnato da polenta di mais o conservato sotto sale<br />
.<a href="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/08/bottom-2-3.jpg" rel="attachment wp-att-2930"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2930" src="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/08/bottom-2-3-300x164.jpg" alt="bottom-2-3" /></a><br />
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		<title>Parco Nazionale dello Stelvio</title>
		<link>https://www.delbono.com/escursioni/parco-nazionale-dello-stelvio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marazzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2019 08:06:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parco Nazionale dello Stelvio con i suoi 130 mila ettari è una delle più estese zone protette d’Italia. Istituito nel 1935 dal 2016 viene gestito da Regione Lombardia e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. Molto diversificato sia dal punto di vista geologico sia morfologico, è caratterizzato da vasti boschi di conifere <span class="moretag"><a href="https://www.delbono.com/escursioni/parco-nazionale-dello-stelvio/">Leggi tutto</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parco Nazionale dello Stelvio con i suoi 130 mila ettari è una delle più estese zone protette d’Italia. Istituito nel 1935 dal 2016 viene gestito da Regione Lombardia e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.<br />
Molto diversificato sia dal punto di vista geologico sia morfologico, è caratterizzato da vasti boschi di conifere alle quote inferiori e, salendo di quota, da praterie alpine, macereti, nevai e ghiacci perenni. Particolarmente ricche, anche di specie rare, sono la flora e la fauna. Anche la presenza antropica è un importante elemento ambientale; molti degli habitat presenti sono il frutto della secolare interazione tra uomo e ambiente.<br />
dal sito www.apricaonline.com<br />
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		<item>
		<title>Aprica : l&#8217;area faunistica ritorna ad avere 2 Orsi</title>
		<link>https://www.delbono.com/news/aprica-larea-faunistica-ritorna-ad-2-orsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marazzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 13:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprica 07 Agosto 2019 . Domenica 4 agosto dopo un lungo viaggio di oltre 24 ore su un mezzo climatizzato,  sono arrivati all&#8217; Aprica 2 splendidi esemplari di ORSO BRUNO. Saranno ospitati nella bellissima struttura all&#8217;interno di un area a loro riservata , dell&#8217; osservatorio Eco Faunistico Alpino in località Palabione . Due esemplari adulti <span class="moretag"><a href="https://www.delbono.com/news/aprica-larea-faunistica-ritorna-ad-2-orsi/">Leggi tutto</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aprica 07 Agosto 2019 .<br />
Domenica 4 agosto dopo un lungo viaggio di oltre 24 ore su un mezzo climatizzato,  sono arrivati all&#8217; Aprica 2 splendidi esemplari di ORSO BRUNO.<br />
Saranno ospitati nella bellissima struttura all&#8217;interno di un area a loro riservata , dell&#8217; osservatorio Eco Faunistico Alpino in località Palabione .<br />
Due esemplari adulti di orsi bruni dei Balcani, rispettivamente di 16 e 15 anni, sequestrati dal Governo bulgaro in quanto tenuti in condizioni non sufficienti a garantire il loro “benessere animale”. Nello specifico, il maschio venne sequestrato alcuni anni fa ad un circo itinerante che lo deteneva fin da cucciolo, mentre la femmina era stata allevata all’interno di un recinto di pochi metri quadrati, in un centro di allevamento di orsi (ora definitivamente chiuso) per essere rilasciato ad uso venatorio, così come si fa in Italia con lepri o fagiani.</p>
<p>Tenendo conto che un orso in cattività può vivere anche oltre i 30 anni, si è optato per accogliere due esemplari di “mezza età” per evitare che, come capita spesso, rovinino eccessivamente giocando e scavando, come fanno gli orsi giovani, l’area a loro disposizione rappresentata da circa un ettaro di bosco misto di conifere, con un ampio laghetto, pascolo e due grotte artificiali dove potersi riparare, mangiare e trascorrere in tranquillità l’ibernazione invernale.</p>
<p>Senza annunciarlo pubblicamente, per non spaventare eccessivamente gli animali, alla presenza del Sindaco di Aprica Dario Corvi, dell’Assessore al turismo Andrea Negri, del Direttore del Parco delle Orobie Valtellinesi Claudio La Ragione e del Direttore dell’Osservatorio Eco-Faunistico Alpino Bernardo Pedroni, gli orsi, una volta giunti all’Aprica, sono stati caricati su un camion 4&#215;4 munito di gru per essere trasferiti in Palabione dove si trova l’area faunistica sotto la costante supervisione di un’équipe di veterinari specializzati che hanno seguito gli orsi fin dalla Bulgaria, dove si erano recati anche precedentemente per le vaccinazioni e i trattamenti sanitari obbligatori. Le ampie casse di trasporto per orsi, una alla volta, con meticolosità e precisione, sono state sollevate e collocate all’ingresso delle rispettive tane per far entrare gli orsi, attirati dal profumo di alcune mele valtellinesi.</p>
<p>Per un breve periodo gli orsi non potranno essere fatti uscire nell’ampia area a loro disposizione in quanto devono abituarsi alle loro grotte e considerarle un luogo sicuro, di loro proprietà e dove trovare regolarmente frutta, verdura, carne, pesce e anche miele. Il primo orso che verrà fatto uscire dalla tana, sotto la supervisione dei Veterinari, sarà la femmina, la più sensibile, in modo da consentirle di monitorare con tranquillità l’intera ampia area con laghetto a disposizione. Subito dopo sarà la volta del maschio che, di sicuro, con un po’ di prepotenza vorrà padroneggiare. Gli orsi, infatti, già si conoscevano, ma “a distanza”, in quanto tenuti all’interno di due recinti adiacenti comunicanti con un cancello aperto saltuariamente e solo per brevi periodi per far condividere agli orsi lo stesso spazio. I recinti sono stati costruiti dopo il sequestro degli animali in attesa di trovare una sistemazione definitiva, dalla signora Elena Tsingarska della Società bulgara no-profit “Balkani Wildlife Society” in collaborazione, con il signor Koen Cuyten, (Projet Coordinator) dell’Associazione olandese “Bears in Mind”.</p>
<p>L’ultimo esemplare ospitato all’Osservatorio Eco-faunistico Alpino è stato il famoso Orfeo, morto di vecchiaia (30 anni circa) dopo aver trascorso una decina d’anni nell’area faunistica dell’Aprica assieme alla sua amata sorella Prica morta alcuni anni prima.<br />
Ora, per i due orsi ha inizio una nuova vita, lontano dal loro Paese di origine, ma anche lontano dalla crudeltà che spesso l’uomo, anche involontariamente, infligge agli animali.<br />
<a href="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/08/orso-3.jpg" rel="attachment wp-att-2546"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2546" src="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/08/orso-3-300x200.jpg" alt="orso-3" /></a><br />
dal web<br />
Agenzia Immobiliare delbono &#8211; Aprica . Compravendita immobiliare , direttamente dal costruttore</p>
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		<item>
		<title>PARCO OROBIE  Valtellinesi</title>
		<link>https://www.delbono.com/escursioni/parco-orobie-valtellinesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marazzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2019 13:29:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parco Orobie Valtellinesi Il Parco delle Orobie Valtellinesi presenta all&#8217;interno del proprio territorio una incredibile varietà di ecosistemi. Partendo da Aprica, “porta del parco”, si possono contare 14 valli che regalano al visitatore paesaggi di rara bellezza. Percorsi, sentieri, aree attrezzate permettono di vivere questi ambienti, talvolta sconosciuti, con passeggiate semplici e adatte a tutti o con escursioni più impegnative. Il prezioso gallo <span class="moretag"><a href="https://www.delbono.com/escursioni/parco-orobie-valtellinesi/">Leggi tutto</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="h2">Parco Orobie Valtellinesi</h1>
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<div class="field-items">
<div class="field-item even">Il <strong>Parco delle Orobie Valtellinesi</strong> presenta all&#8217;interno del proprio territorio una incredibile varietà di ecosistemi. Partendo da <strong>Aprica, “porta del parco”</strong>, si possono contare <strong>14 valli</strong> che regalano al visitatore paesaggi di rara bellezza. <strong>Percorsi, sentieri, aree attrezzate</strong> permettono di vivere questi ambienti, talvolta sconosciuti, con passeggiate semplici e adatte a tutti o con escursioni più impegnative. Il prezioso <strong>gallo cedrone, simbolo del parco</strong>, trova luoghi ancora adatti alla riproduzione. La Viola comollia e la Sanguisorba dodecandra sono due dei <strong>tesori floristici</strong> che si possono trovare in queste zone. Ad Aprica l’Osservatorio Eco-faunistico Alpino è un vero e proprio laboratorio didattico-naturalistico a cielo aperto dove poter vedere da vicino e in completa sicurezza la fauna del parco.<br />
dal sito www.apricaonline.com<br />
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			</item>
		<item>
		<title>PIAN DI  Gembro</title>
		<link>https://www.delbono.com/escursioni/pian-di-gembro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marazzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2019 13:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pian di Gembro La Riserva Naturale di Pian di Gembro è un’oasi di tranquillità a pochi minuti da Aprica. Itinerari semplici e poco faticosi permettono al visitatore di immergersi nella natura di questa antica torbiera di origine glaciale dove è possibile osservare delle specie vegetali molto rare come alcune piante carnivore. Oltre a un percorso tematico con bacheche illustrative sulla formazione e <span class="moretag"><a href="https://www.delbono.com/escursioni/pian-di-gembro/">Leggi tutto</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="h2">Pian di Gembro</h1>
<div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden">
<div class="field-items">
<div class="field-item even">La <strong>Riserva Naturale di Pian di Gembro</strong> è un’oasi di tranquillità a pochi minuti da Aprica.<br />
<strong>Itinerari semplici e poco faticosi</strong> permettono al visitatore di immergersi nella natura di questa <strong>antica torbiera di origine glaciale</strong> dove è possibile osservare delle <strong>specie vegetali molto rare</strong> come alcune piante carnivore. Oltre a un percorso tematico con bacheche illustrative sulla formazione e sulle caratteristiche della riserva, durante il periodo estivo viene allestita un’<strong>aula didattica</strong> dove poter osservare alcuni piccoli abitanti (rane, rospi, tritoni e salamandre) di questa zona paludosa.<br />
In ogni stagione Pian di Gembro offre al visitatore <strong>colori ed emozioni</strong>.<br />
Nel periodo invernale percorsi per <strong>le ciaspole e lo sci di fondo</strong> donano al visitatore paesaggi incantati soprattutto dopo una bella nevicata.<br />
<a href="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/07/bottom-2-1_0.jpg" rel="attachment wp-att-2479"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2479" src="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/07/bottom-2-1_0-300x164.jpg" alt="bottom-2-1_0" /></a> <a href="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/07/bottom-4_0.jpg" rel="attachment wp-att-2480"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2480" src="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/07/bottom-4_0-300x164.jpg" alt="bottom-4_0" /></a><br />
dal sito www.apricaonline.com<br />
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			</item>
		<item>
		<title>riserva  Valli di S. Antonio</title>
		<link>https://www.delbono.com/escursioni/riserva-valli-s-antonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marazzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2019 13:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Riserva Naturale Orientata delle Valli di S. Antonio è raggiungibile da Aprica scendendo in direzione Edolo e deviando in località Campagnola verso il piccolo borgo di S. Antonio. Un interessantissimo centro visitatori e la Stazione di Idrobiologia Alpina accolgono gli escursionisti diretti verso la Val Brandet o la Valle di Campovecchio. In questo Sito <span class="moretag"><a href="https://www.delbono.com/escursioni/riserva-valli-s-antonio/">Leggi tutto</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Riserva Naturale Orientata delle Valli di S. Antonio è raggiungibile da Aprica scendendo in direzione Edolo e deviando in località Campagnola verso il piccolo borgo di S. Antonio. Un interessantissimo centro visitatori e la Stazione di Idrobiologia Alpina accolgono gli escursionisti diretti verso la Val Brandet o la Valle di Campovecchio.</p>
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<div>In questo Sito di Importanza Comunitaria l’acqua è l’elemento caratterizzante, i torrenti che scorrono con cascate spumeggianti e pozze limpide di color smeraldo ospitano popolazioni ittiche molto particolari. Da citare la presenza dell’inconfondibile e caratteristico Scazzone (Cottus gobio).<br />
La pesca è regolamentata (<a href="http://www.vallidisantantonio.it/files/Pieghevole_Pesca_2013.pdf">link</a>). Rifugi e aree attrezzate per la sosta permettono agli escursionisti di percorrere e visitare questi ambienti in completa libertà e senza grandi fatiche</div>
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<h2>Val Campovecchio</h2>
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<div>La val Campovecchio si raggiunge percorrendo un facile sentiero che costeggia il torrente omonimo. Superata la chiesa del piccolo borgo di S. Antonio ci si dirige a destra per un viottolo che sale tra ombrosi boschi di abete rosso fino a raggiungere un pittoresco ponte in legno (0.20 h) e subito dopo le prime baite. La valle si allarga e il sentiero, diventando strada sterrata, raggiunge il Rifugio Alpini Campovecchio (0.40 h). Continuando la passeggiata si possono trovare a lato del corso d’acqua delle aree di sosta attrezzate dove poter trascorrere delle tranquille giornate nella Riserva naturale.</div>
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<h2>Val Brandet</h2>
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<div>La val Brandet è la valle più orientale della Riserva Naturale di S. Antonio. Superato il borgo di S. Antonio, mantenendo la sinistra, si sale per una ripida strada sterrata che in poco tempo ci porta all’ingresso della valle. La strada diventa pianeggiante e si raggiunge la chiesetta e il Rifugio Brandet (0.40 h). Si continua fino a raggiungere le aree pic-nic attrezzate del “ponte del gallina” (0.20 h dal rifugio) e proseguendo ancora quella della malga Casazza (0.40 h dal rifugio). La presenza di alcune miniere e di alcuni antichi forni fusori sono la testimonianza di una antica attività mineraria legata all’estrazione della siderite e di altri minerali ferrosi.<br />
<a href="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/07/download-5.jpg" rel="attachment wp-att-2472"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2472" src="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/07/download-5.jpg" alt="download" /></a> <a href="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/07/download-1-3.jpg" rel="attachment wp-att-2474"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2474" src="http://www.delbono.com/wp-content/uploads/2019/07/download-1-3.jpg" alt="download-1" /></a><br />
dal sito www.apricaonline.co<br />
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</div>
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		<item>
		<title>ESCURSIONI DA NON PERDERE : lago di piccolo</title>
		<link>https://www.delbono.com/escursioni/escursioni-non-perdere-lago-piccolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marazzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2019 13:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AL LAGO DI PICCOLO Località S. Antonio, metri 1127; malga Casazza, metri 1474; malga Piccolo, metri 1896; lago di Piccolo, metri 2378 Tempo previsto ore 4 Tra le montagne di Corteno Golgi, nella riserva naturalistica delle &#8220;Valli di S. Antonio&#8221;, il lago di Piccolo costituisce una delle principali attrattive naturalistiche. Le sue acque scure e profonde <span class="moretag"><a href="https://www.delbono.com/escursioni/escursioni-non-perdere-lago-piccolo/">Leggi tutto</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tit_art">AL LAGO DI PICCOLO</div>
<div class="text_art"><i>Località S. Antonio, metri 1127; malga Casazza, metri 1474;</i><br />
<i>malga Piccolo, metri 1896; lago di Piccolo, metri 2378<br />
</i><br />
<i><strong>Tempo previsto</strong> ore 4</i><br />
Tra le montagne di Corteno Golgi, nella riserva naturalistica delle &#8220;Valli di S. Antonio&#8221;, il lago di Piccolo costituisce una delle principali attrattive naturalistiche. Le sue acque scure e profonde si estendono a 2378 metri di quota, in un&#8217;ampia conca glaciale punteggiata da altri piccoli laghi morenici e circondata da poderose e selvagge dorsali e cime rocciose.<br />
Cuore di questo singolare e suggestivo angolo di montagna camuna è la solitaria borgata di S.Antonio; un grumo di case antiche sbilenche sul fiume dal quale diramano numerosi itinerari tra i quali quello che si svolge verso il lago di Piccolo.<br />
L&#8217;accesso a S.Antonio è dalla statale dell&#8217;Aprica; superato Corteno Golgi (circa 1500 metri), si prende sulla sinistra la strada che, superato il ponte della segheria sull&#8217; Ogliolo, continua nella stretta e molto suggestiva valle di S. Antonio in capo alla quale, dove questa si apre, è situata l&#8217;omonima località; qui, nell&#8217;apposito piazzale si parcheggia a pagamento.<br />
Lasciata alle spalle la rustica borgata, circondata da prati ritagliati nell&#8217;abetaia che riveste fittamente i versanti del monte, si continua sulla strada che risale (piuttosto ripida) verso sinistra, costeggiando il torrente Brandet che scorre impetuoso attraverso una stretta forra. Superata la strettoia la valle improvvisamente si apre e si addolcisce con un morbido distendersi di prati, punteggiati da alcune baite di tipica struttura alpina.<br />
Seguendo la stradina che si snoda pianeggiante, si giunge al privato rifugio &#8211; ristoro Brandet, aperto dall&#8217;inizio dell&#8217;estate al tardo autunno e dopo altri dieci minuti di cammino, si entra nella grande conca pascoliva della malga Casazza che sorge al limite dell&#8217;abetaia a 1474 metri di quota.<br />
A fianco della malga inizia il sentiero segnato che porta al nostro lago attraverso la valle di Piccolo. Il sentiero si inerpica verso destra tra cespugli di ontani e a fianco di una caratteristica cascata; superatala, si passa sulla destra del torrentello e si prosegue doppiando strette giravolte che portano alla base di una ripida pendenza sopra la quale si notano i ruderi della malga Piccolo.<br />
Da questi ultimi si ritorna verso sinistra per superare un altro tratto particolarmente faticoso; il sentiero sempre ben visibile ci porta poi nella zona morenica, caratterizzata da circhi glaciali di varie dimensioni e potenza. Superate in seguito, una serie di balze erbose, e aggirati alcuni costoni rocciosi attraverso i quali il sentiero rimonta scosceso e serpeggiante, si giunge sul colmo della massiccia cordonatura morenica che argina il lago di Piccolo.<br />
Qui il paesaggio è ampio e selvaggio; è il regno incontrastato dei rapaci e dei camosci che non sono difficili da avvistare durante i loro spostamenti in cerca di nuove pasture</div>
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		<title>Trenino Rosso del Bernina &#8211; sito UNESCO</title>
		<link>https://www.delbono.com/news/trenino-rosso-del-bernina-sito-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Marazzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2019 14:33:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo spettacolare percorso inizia a Tirano, ultima stazione della linea ferroviaria proveniente da Milano.</p>
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<div class="fusion-text">L’ormai famoso “Trenino Rosso” o &#8220;Bernina Express&#8221;, non è solo un collegamento tra Italia e Svizzera, <strong>è un’avventura magica tra montagne stupende con caratteristiche uniche: è la trasversale alpina più alta d’Europa e una delle ferrovie ad aderenza naturale più ripide del mondo</strong>.  Con moderne e confortevoli carrozze panoramiche che consentono una vista a 360°, sia in inverno che in estate, il trenino viaggia su pendenze del 70 per mille, <strong>supera i 2253 m del Passo Bernina</strong> e discende poi verso St. Moritz, la perla dell’Engadina.  Pochi chilometri dopo aver lasciato la stazione di Tirano supera già una meraviglia: <strong>il viadotto elicoidale di Brusio</strong>. Oltrepassata Poschiavo, capoluogo dell’omonima valle con le sue belle dimore patrizie, raggiunge Alp Grüm (2091 m), eccezionale punto panoramico. Superato il valico del Bernina offre ai viaggiatori <strong>la vista sull’imponente ghiacciaio del Morteratsch e sul gruppo montuoso del Bernina, con i suoi &#8220;quattromila&#8221; scintillanti di nevi eterne</strong>. A Pontresina, si dirama la linea per Samedan-Coira, che consente di raggiungere la Svizzera Centrale. Pochi chilometri ancora e raggiunge St. Moritz.<br />
Informazioni: Ferrovia retica tel +39 0342 701 353-+41(0)81 288 65 65 <a href="mailto:tirano@rhb.ch">tirano@rhb.ch</a><br />
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